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Solo una candela martedì 28 novembre 2006


Per mia mamma.
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Prima di bagnarmi martedì 28 novembre 2006


Il titolo spiega tutto!
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Particolare domenica 26 novembre 2006



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Cadono d'autunno le foglie domenica 26 novembre 2006



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Da cartolina giovedì 23 novembre 2006


Con un taglio sapiente, ho eliminato tutto quello che non andrebbe mai su una cartolina.
A destra, l'approdo per le petroliere, a sinistra un impianto dismesso a causa dell'amianto.
E' rimasto un piccolo approdo per navi al centro, giusto per ricordare che non è tutto oro quello che luccica.

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Conchiglie giovedì 23 novembre 2006


Penso che un po' tutti da piccoli abbiamo cercato le conchiglie nella sabbia, qualche volta sugli scogli.
Vederne così tante in una volta non mi capita spesso. Mi torna alla mente la stessa sensazione di meravigliosa scoperta di ogni volta che ne trovavo una.

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Blu su blu giovedì 23 novembre 2006


Una delle rare occasioni in cui lo sciopero mi mette di buon umore. Ho con me la fotocamera e posso scattare qualche foto anche con un po' di luce normale.
Non che mi dispiaccia fotografare all'alba o alla sera, ma era da un po' che non vedevo delle belle tonalità di blu come queste. La concomitanza di due navi anch'esse con lo scafo blu, mi hanno fatto scattare la voglia di immortalare questo momento.

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Senza parole mercoledì 22 novembre 2006



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Variazioni di blu mercoledì 22 novembre 2006


Giornata particolarmente buia quella di oggi.
Prima la pioggia e quindi le nubi in cielo ad oscurare la giornata. Poi notizie di quelle che non vorresti mai ricevere.
Vorrei tanto che di questa giornata rimanessero le sensazioni che mi hanno dato queste sfumature di blu.

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Le barche verdi martedì 21 novembre 2006


Oggi la mattina era perfetta per una gita. Peccato dover andare al lavoro.
Ho raramente fatto una gita in barca, strano a dirsi per uno che ha vissuto a lungo vicino al mare. Oggi però ho voglia di prenderne in prestito una e recarmi al largo. L'acqua è perfetta, la temperatura quella giusta... ma il dovere mi chiama.
Voi barche verdi, però, verrete con me nei pensieri.

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Pescare a Siracusa martedì 21 novembre 2006


Questa mattina ho colto l'occasione di avere un po' più di tempo prima di andare al lavoro, per andare in giro per strade che normalmente non percorro.
Sono capace di guidare per migliaia di chilometri senza sosta, ma mentre tempo fa l'importante era l'arrivo, adesso mi assaporo tutto il viaggio.
Arrivato quasi in città, svolto per percorrere la litoranea che fronteggia Siracusa, un posto romanticissimo per mostrare al proprio partner la città vista alla sera. Sono le 7 del mattino e non c'è nessuno con me, ma la vista è sempre bellissima.
Al largo sono al lavoro alcuni pescatori alle prese con un mestiere vecchio quanto l'uomo. Non è una visione da "il vecchio e il mare" certo, anzi, con questo mare calmo e l'assenza di vento, mi da un certo senso di sicurezza, come se alcune cose non dovessero mai cambiare.

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Sottoesposta lunedì 20 novembre 2006


Stamattina dovevo essere più addormentato del solito! A me e alla mia mania di scattare sempre in manuale!
Mi sono dimenticato di aprire il diaframma ed ecco che invece del mare sembra che abbia fotografato petrolio.
Però... a me è piacuta lo stesso.

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Foglie del kaki lunedì 20 novembre 2006


Dall'anno scorso io e mio fratello stiamo ristrutturando una cucina di servizio, posta nel retro della casa.
Utilissima d'estate per i pranzi all'aperto, ma anche per cucinare pietanze che rilasciano odori sgradevoli.
Io e mio fratello abbiamo litigato raramente, probabilmente perchè abbiamo sempre parlato poco. E' una caratteristica di famiglia.
Partecipare a questa impresa, cui nessuno di noi aveva mai intrapreso, ci ha fatto comunicare e molto. Abbiamo appianato modi di vedere che sembrava fossero uguali invece erano diametralmenti opposti.
Testimone solitario di questi discorsi, delle fatiche, degli sbagli come dei piccoli successi, un albero di kaki. Piantato ormai oltre 20 anni fa, continua imperterrito a produrre frutti di cui solo io, in famiglia, approfitto. E solo adesso, mi sono accorto della meravigliosa varietà di colori che hanno preso le foglie in questo autunno che assomiglia tanto ad un'estate.

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Riflessi domenica 19 novembre 2006


Il cielo tarda a scoprirsi. La calma è totale, il silenzio rotto solo dalle attività dei pescatori.
Mi incammino verso gli scogli e in questa solitudine momentanea libero la mente da tutti i pensieri.
Il cielo si riflette sull'acqua stangante che fra poco non ci sarà più. Il sole vincerà la battaglia con le nubi e di questa visione rimarrà candido sale.

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Trasparenze domenica 19 novembre 2006


Sugli scogli, l'acqua è sempre limpida. Non trasporta in sospensione impurità che nascondono il fondo del mare o il letto di un fiume.
Immagino non sia solo personale lo stupore di assistere a questo gioco di trasparenze.
E' come se ci fosse una barriera fra noi ed il fondo del mare, ma è una barriera che si lascia attraversare, che confonde la vista se la interrompiamo. Riesce però sempre a tornare alla limpidezza di prima. Ed il gioco continua.

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La barca nel golfo domenica 19 novembre 2006


Incredibile. Non sembra assolutamente novembre.
Davvero il clima è impazzito o sono io a non ricordare un autunno così?
Eppure lo sguardo vaga per chilomentri, quindi la temperatura è davvero più bassa, ma con 20 gradi e nemmeno un alito di vento, vien voglia di toglierti il maglioncino per catturare ancora qualche raggio di sole.
Nel porticciolo c'è solo una barca attraccata. Molti pescatori saranno già a cercare di portare a casa qualcosa.
Mi piace mangiare il pesce, ma nulla di più. A mala pena riesco a distinguere una ventina di specie, quelle da banco ovvio.
Fra poco qualcuno tornerà con il proprio bottino, magari nulla di più di qualche pesce per una grigliata.
Anche io fra poco tornerò a casa, con il mio personale bottino di fotografie. Scorci di vita visti e non vissuti che adesso saranno intrappolati per sempre.

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Il pescatore domenica 19 novembre 2006


Quella barca rossa mi ha attratto fin da quando ho parcheggiato l'auto.
Ok, dovrei fare del moto, ma tutto sommato abito lontano dal mare. Sto su una collina con vista sul mare... raggiungerlo è facile. Tornare a casa un po' meno. Ed in effetti l'ultima volta che ho usato la bici è rimasta a casa di un'amica, ormai 5 mesi fa.
La lascio ancora lì, ma non è pigrizia, o almeno cerco di convincermi che non sia pigrizia. E' un gesto scaramantico, visto che quella volta sono dovuto correre a casa dell'amica per prendere l'auto in prestito, la mia impietosamente dal meccanico. Dovevo correre all'ospedale perchè le condizioni di mia madre erano peggiorate. Ora che la mamma sta bene, così come anche la macchina, la bici rimane parcheggiata lì.
Tornerò barca rossa, verrò di nuovo un altro giorno, forse ancora senza bici, spero però con lo stesso pensiero leggero di oggi.

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Il vecchio magazzino domenica 19 novembre 2006


Il tetto crollato regala delle infiltrazioni di luci al magazzino della ferrovia. Mi aspetto che non ci siano, ed invece sono lì a ricordarmi che se non si cura qualcosa, questa cadrà a pezzi.
Eppure mi sono fermato a guardarlo. Evidentemente qualcosa c'è che mi ha attratto. Il degrado, l'abbandono oppure la rivincida della natura sull'uomo?
Non cerco di capirlo, è già un miracolo avere di nuovo sensazioni che mi fanno apprezzare qualcosa. Il tempo per capire verrà più avanti, anche se, ogni tanto mi chiedo: "ma questi colori, queste forme, queste attrattive, c'erano anche prima? Perchè mi stupisco ora di vederli?"
Oggi però le mie sensazioni sono in bianco e nero, capisco che non c'è gioia solo un po' di rammarico. Qualcosa che è stato vita e lo sarà ancora in altre forme, ma non per ora. Il mio limbo personale è uguale a quello di questo magazzino.
Ci vorrà ancora tempo...

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Nè partenze, nè arrivi domenica 19 novembre 2006


Dalle nostre parti è uno spettacolo che non attira più lo sguardo. Abbiamo fatto l'abitudine all'abbandono di opere che un tempo erano utili. La ferrovia ne è un magistrale esempio, ormai "sorpassata" dall'uso dei trasporti su ruote.
Giacciono abbandonate le traversine sotto binari arruginiti dalla mancanza di movimento su di essi. La sensazione predominante è la tristezza, ma anche la privazione di una libertà dell'uomo moderno: potersi spostare a proprio piacimento.
La ferrovia è stata la spina dorsale su cui il nostro paese, l'Italia, ha fondato la propria crescita. Ne rimarranno i segni ancora per un po' di anni, poi il tempo cancellerà anche queste testimonianze di un passato che fu.

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Jonathan è stato qui domenica 12 novembre 2006


Me lo sono lasciato sfuggire. Eppure era qui fino a poco fa. Avrei voluto catturarlo con la fotocamera, ma è stato più veloce dei miei pensieri. E' fuggito via un momento, ma so che tornerà indietro, non ora naturalmente. Non finchè sono ancora in giro.
Ci saranno altri momenti, altre immagini da riprendere.
Gli umani invece sembrano più curiosi. In molti si girano a vedere cosa stia facendo. Evidentemente fotografare la sabbia non è un evento così normale come pescare.
Come Jonathan, scelgo di andare via, evitando che si avvicini qualcuno e mi chieda cosa stia facendo. E' già successo più di una volta con risultati tragicomici. Raccolgo l'attrezzatura e torno verso l'auto, pensando che domani tutto questo sarà qui a disposizione per chi voglia pescare, fotografare, o semplicemente passaggiare.

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Sulla spiaggia domenica 12 novembre 2006


Non riuscivo a dormire questa notte, così mi sono vestito ed preso la fidata fotocamera, ormai tramutata in amuleto scaccia pensieri.
Mi dirigo verso il mare. Strano l'effetto che mi fa. Riesce a darmi tranquillità nonostante sia in tempesta. Oggi il mare è mosso, è una giornata ventosa ed i gabbiani faticano a stare sulle onde, così ogni tanto cercano rifugio e cibo sulla sabbia, almeno finchè un umano, o qualche canide non si avvicina troppo a loro.
Si innalzano in volo, ho oltrepassato la distanza minima concessami dal loro istinto, e si allontanano velocemente. Io rimango bloccato sulla terra invece, incapace di seguirli, se non con il pensiero.
Mi volto e trovo un ramo sulla sabbia. Chissà da quanto è stato strappato dal proprio albero, chissà di quanti avvenimenti è stato testimone.
Mi siedo su un tronco lì vicino, anch'esso strappato alla vita da un po'. Gioco con la sabbia. Mi è sempre piaciuto trovare dei piccoli ciotoli tondeggianti che sembrano vetro. La sabbia di queste parti ne è piena. Mi piace la sensazione che danno fra le dita.
Rivolgo ancora lo sguardo al ramo. Mi alzo e torno a cercare nuovi stimoli, nuove sensazioni

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Verso il sole domenica 12 novembre 2006


Questa mattina lo sciabordio delle onde era quasi assordante, eppure non era fastidioso, non per me, non per i gabbiani alla ricerca di qualcosa da mettere sotto il becco.
Alcuni pescatori della domenica sono sul molo, nel vano tentativo di rendere fruttuosa la levataccia.
E' il vento che deciderà la giornata, che la piegherà. Eppure il sole è lì, fautore e nel contempo antagonista, pronto a dara al nuovo giorno un po' di calore. Forse è questo che cercano i gabbiani che si librano in volo adesso. Forse cercano un altro punto di vista per avvistare le loro prede. Forse, niente di tutto questo, volare senza ragione alcuna, sentire l'aria che scorre sulle piume, un altro giorno su questa terra e nel cielo.

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Il sole, il mare giovedì 9 novembre 2006


E' ora.
Devo lasciare la spiaggia. E' finita la pausa che riesco a ritagliarmi ogni mattina prima di andare a lavorare.
Mi rilassa, chiarisce la mente. Affronto meglio la giornata.
Non posso fare a meno di pensare se, a bordo delle navi all'orizzonte, ci sia qualcuno che si sia sporto ad osservare il sorgere del sole, abbia assaporato l'odore di salsedine e si sia messo serenamente all'opera.

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Passi sulla spiaggia giovedì 9 novembre 2006


Il leggero sciabordio delle onde, accompagnato da una lieve brezza che colpisce il volto. E' mattina, il sole si sta lentamente alzando e svela i segni di passaggi anonimi sulla battigia.
L'atavico richiamo dell'uomo all'acqua, lo spettacolo che ogni giorno il mare offre agli occhi di chi ha la fortuna di osservare. Parole senza senso, in punta di vento, infinite sensazioni e pensieri mi passano per la mente. Non riesco ad afferrarne nessuna, non riesco a descriverle. Resta solo un senso di pace e tranquillità

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Roar! domenica 5 novembre 2006


Mi siedo a godermi un po' di sole in questa giornata che ha portato con se il vento freddo del nord.
Lui è lì che mi guarda sospettoso. Non si fida, lui. E' un semi-randagio. Vive nel giardino ma non da confidenza agli umani, e come dargli torto?
E' terminata però l'ora in cui gli umani mangiano e si fa vivo, splendido con il suo pelo grigio luccicante, a reclamare qualche avanzo. Datemi carne e non la solita pasta, io sono un carnivoro, per favore.
Si accontenta di uno gnocco, ultimo rimasto dopo una battaglia a suon di forchetta, ma non è soddisfatto. Voglio carne, ho detto, roar!

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